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01. Come la musica :

E’ il pezzo che apre l’album, uno dei brani dall’impronta più rock con una predominanza di chitarre elettriche che lo caratterizzano in tutte le sue parti. Il testo segue l’atmosfera energica e spensierata della musica, che si traduce così nella descrizione del desiderio più fisico e istintivo. Il sound riporta alla carica e alla attitudine più rock della band che dalla sala prove viene riportata nel disco senza perdere la sua immediatezza, il suo “divertimento” nella realizzazione ed esecuzione del brano.

02. Onde radio:

Un brano che rimanda alle atmosfere, ai suoni e agli arrangiamenti dei pezzi beat, ricco di pulsazioni e arrangiamenti vocali: su quest’onda, è proprio il caso di dire, si snoda il testo che ripercorre le aspettative, le situazioni vissute e le nostalgie dei periodi estivi, da sempre momenti in cui le sensazioni e le emozioni vengono magicamente amplificate.

03. Come il sole d’inverno:

Una romantica ballata che richiama le atmosfere magiche e rarefatte delle più belle giornate invernali. Il pianoforte si fa carico di raccontare nella parte iniziale le emozioni più intime e nascoste, quasi volesse ritardare il più possibile l’inevitabile rivelazione che, preceduta da un crescendo, verrà poi narrata insieme a tutti gli altri strumenti. Così, quasi come un eco lanciato al vento, questo messaggio si farà cullare per poi ritornare a chiedersi se effettivamente è tutto vero.

04. Oggi non è ieri:

L’andamento del brano e le sue diverse parti, insieme agli arrangiamenti quasi bandistici, fanno di questa canzone un affresco dai mille colori sulla fiducia, sui timori e le aspettative verso il futuro: il tempo può essere vissuto e affrontato in diversi modi, a seconda dell’attitudine che si ha verso di esso. Non bisogna subirlo ma assecondarlo e cavalcarlo verso la giusta direzione. Un messaggio positivo che ricorda l’importanza di non lasciarsi condizionare dalle paure, dai dolori passati, perché il destino può essere ricco di belle sorprese, basta saperlo affrontare con coraggio.

05. Voglia di te:

Un brano energico, nato da un riff di chitarra elettrica ed un giro di basso che, uniti ad una ritmica incalzante, trasmettono puro divertimento e spirito goliardico con cui la band cerca di definire quei momenti incontrollati in cui le voglie, dalle nature più disparate, si impossessano di ognuno di noi e possono stregare. Il ritornello è stato composto ai tempi dei Senza Filtro (la prima band liceale), che sarebbe stata poi il nucleo delle successive avventure discografiche. “Voglia di te” è un pezzo a cui i ragazzi sono molto legati perché riesce ancora a trasmettere l’ingenuità e il disincanto del momento in cui e stato composto. I vaghi richiami a quello che sarebbe stato il genere che avrebbe dato vita al punk, il rock veloce e divertito dei Jam di Paul Weller, lo rendono uno dei pezzi più divertenti dal vivo e più elettrici nell’animo.

06. Alba nei tuoi occhi:

E’ l’altro brano scritto in età più giovane e che non poteva non trovare spazio in questo album. E’ una ballata incalzante che racconta di una notte passata in spiaggia in attesa dell’alba come metafora di un percorso: le difficoltà della vita e i periodi bui, come buia è la notte, fino ad arrivare ad un nuovo giorno, al sole che come per magia fa svanire gli ostacoli e regala nuova energia. L’anima acustica del pezzo è stata vestita dagli arrangiamenti di archi e chitarre che alternano così le parti più serrate a quelle più aperte e liberatorie creando suggestivi avvicendamenti che sottolineano le varie fasi del testo e le sensazioni vissute.

07. Adesso me ne andrò:

E’ il brano che meglio rappresenta la parte compositiva, la “nascita” di un pezzo: 2 strumenti, 2 voci e poi la canzone. Senza nient’altro da aggiungere. Una sensazione che si traduce in musica, immediata, diretta, sincera fino a in fondo. Un’emozione che via via cresce viene elaborata: è così che “Adesso me ne andrò” diviene un intro naturale per il brano successivo.

08. Memoria di un’immagine:

Questa ballata nasce dall’intreccio dei suoni di una chitarra acustica ed un giro di archi. E ancora una volta ritorna il tema del continuo avvicendarsi tra passato, presente e futuro: il desiderio e la voglia di vivere, di continuare a sperare, a sognare. Le esperienze come punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo, per affrontare questo incredibile viaggio che è la vita.

09. Sotto i portici

“Cantava De Gregori ‘Bologna e i suoi orchestrali’ – spiega la band - così Venditti in ‘Bomba non bomba’ ne fa la città di partenza del suo viaggio. Il suo centro dove ‘non si perde neanche un bambino’ ci insegna Lucio Dalla… E così tanti altri ne hanno fissato un fermo immagine più o meno fantasioso, più o meno magico.
Il filo conduttore che lega un artista a questa città è sempre legato a sensazioni, a colori a odori a incontri. Perché Bologna è una città da sempre aperta, crocevia di passioni giovanili, di ricordi che per chi ne ha vissuto almeno un attimo, e ne ha potuto sentire la sua vitalità”.
“Sotto i portici” ci immerge completamente nelle atmosfere felsinee: camminando per la città la puoi sentire pulsare, ti puoi perdere per ore sotto i portici senza stancarti, senza bagnarti, con il rumore festante degli universitari, i profumi di quelle poche botteghe rimaste, il non salutarsi anche se poi in fondo ci si conosce tutti…
E in tutto questo via vai a volte la sorpresa di un viso, il cercarne lo sguardo, l’attrazione di un momento. La voglia e la paura di conoscersi e il desiderio di sconvolgere le proprie vite come in un incontro fatalmente cinematografico.
Tutto in un istante e poi, magari riperdesi passo dopo passo. Il tempo di un caffè, nel tempo di Bologna.

10. Se ti avrò:

E’ basato su tre elementi caratteristici mescolati tra loro: il pianoforte, gli archi e le chitarre elettriche. Ad una parte iniziale più dolce e riflessiva, fa da contraltare l’ingresso prepotente delle chitarre, degli archi e della sezione ritmica. Il pezzo chiude il disco con un assolo di chitarra elettrica che lascia un messaggio in sospeso verso il futuro con una parte finale di grande impatto. Ancora una volta le parti dolci e melodiche si fondono con l’energia della band creando così un brano dalla difficile collocazione.